In una pagina social, un noto leghista, già deputato e senatore, ha postato una domanda: “Sono curioso: quanto è costata la missione della flottiglia… e chi ha pagato?”
Anche questa volta è stato “breve e circonciso”. Ha aggiunto in un successivo commento: “trasparenza”, forse intendendo che è necessaria la trasparenza in atti e comportamenti.
La trasparenza, l’ex parlamentare dovrebbe saperlo, è un obbligo e dovere della pubblica amministratore, dei partiti e dei politici non dei privati che hanno solo l’obbligo di rispettare le leggi.
Un maldestro tentativo di critica, non politica ma tendenziosa: una illazione non documentata che sottintende un finanziamento della flottiglia da parte di Hamas. Un indiscutibile esempio della cosiddetta “istigazione all’odio” che la Lega e Fratelli d’Italia attribuiscono alla sinistra come metodo.
Scusate la citazione evangelica, necessaria per chi fa della fede un fondamento: “Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?”.
Quando non si hanno argomenti, e nemmeno la capacità, di un confronto dialettico, le illazioni, gli epiteti e le ingiurie sono inevitabili. La destra che, come dice Umberto Eco riferendosi al fascismo, non ha valori e nemmeno ideali ed è solo un modo di essere con l’obiettivo del potere e del comando.
Sono un tollerante e non mi infastidiscono epiteti e ingiurie, se fossi come loro li definirei dei “somari”, non con riferimento all’asino che è un animale intelligente e che mi affascina più dei leghisti, ma alla loro ignoranza e incapacità.
Per la Lega le gestioni finanziarie sono spesso un dubbio e, infatti, ho commentato il post ricordando la mia curiosità per la vicenda dei 49 milioni di euro scomparsi, da rimborsare in in 76 anni, senza interessi e rivalutazione. Un regalo che ha ridotto il debito a poco più di un terzo e formalizzato il 18 settembre 2018 quando il segretario, Matteo Salvini, era Ministro degli Interni.
Non l’avessi mai fatto, mi sono preso epiteti e ingiurie da un “somaro” leghista al quale do la tara che merita ma non insulto e non sto zitto.
Lo stupore è rilevare che molti italiani, sempre meno però, si fanno lusingare dalle parole al vento senza rendersi conto della realtà.
