Oggi è il 20 settembre, una data presente nella toponomastica di quasi tutti i Comuni italiani. Una data dimenticata o ignorata o, per molte persone, ignota.
Eppure è una data fondamentale della storia italiana che rappresenta la fine del potere temporale dei Papi e l’inizio di uno Stato laico libero dai vincoli dogmatici religiosi.
Il 20 settembre 1870, con la presa di Porta Pia da parte dell’esercito, Roma fu annessa all’Italia e, qualche mese dopo, ne diventò la capitale. Cessò di esistere lo Stato Pontificio.
Fu una ricorrenza e una festività nazionale sino al 1930 quando, dopo i Patti Lateranensi, venne abolita dal Governo fascista e sostituita dal 11 febbraio, data di sottoscrizione del concordato che non è una data significativa della nostra storia, è solo un atto di subordinazione dell’Italia alla Chiesa cattolica confermata dall’art. 1 del trattato, modificato solo nel 1984: “L’Italia, riconosce e riafferma, il principio consacrato nell’art. 1 dello Statuto del Regno 4 marzo 1848, pel quale la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato”.
La laicità non è sinonimo di ateismo, laicità è la neutralità dello Stato e delle sue istituzioni in fatto di religione, una scelta e un diritto individuale: la laicità è sinonimo di libertà.
Giorgia Meloni ha dichiarato di credere nella laicità perchè l’ha insegnata il cristianesimo, in Italia, la Chiesa cattolica che l’ha espressa con Pio IX e il “non expedit”, ossia con il divieto per i cattolici di partecipare alla vita politica, revocato nel 1919 solo per consentire di aderire al partito popolare italiano fondato da Don Sturzo cioè ad un partito cattolico.
Pretendere libertà e laicità, cioè il contrario dell’ortodossia, dal fascismo è solo fantasia e illusione, non è un caso che tutti i sistemi, partiti o movimenti di stampo autoritario hanno in una religione il loro fondamento. Non avendo valori da trasmettere ricorrono alla religione e alla fede che da millenni impedisce il libero pensiero.
Lo diceva già Giordano Bruno nel XVI secolo e, per questo motivo, è stato messo al rogo.
Usiamo una ricorrenza, che non è più una festività, per riflettere e pensare al nostro laicismo e alle nostre libertà trasformandole in partecipazione per limitare la prepotenza e l’arroganza della politica, forse potremmo risolvere tutto anche evitare le guerre.
Buon 20 settembre!
